"If you can’t measure it, you can’t change it."

Peter Drucker


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L’innovativa realtà italiana
nel rating di sostenibilità.


Adottiamo un approccio di misurazione dei fattori ESG mediante una metrica proprietaria e standardizzata. Integriamo l’analisi con tecnologie di Intelligenza Artificiale e di Big Data Analytics.

Valori

Siamo convinti che il progresso economico possa coniugarsi con uno sviluppo sostenibile capace di promuovere l’uso responsabile delle risorse ambientali e sociali di questo pianeta.

Le aziende sostenibili registrano un minor rischio operativo nel proprio business, un minor numero di incidenti sul lavoro, un minor numero di conflitti con le comunità e le Autorità, una maggiore valorizzazione del capitale umano e una maggiore soddisfazione dei dipendenti. Tutto questo rende l’impresa più solida nel lungo termine.
Facilitiamo investitori e aziende, che integrano nelle loro strategie di business la protezione dell’ambiente, la dimensione sociale e la buona governance, a valorizzare il loro capitale.

I nostri collaboratori sono coinvolti responsabilmente nell’individuare, valorizzare e diffondere le best practice in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Codice Etico Integrate - scarica il documento
Our biggest challenge in this new century is to take an idea that seems abstract – sustainable development – and turn it into a reality for all the world’s people.
Kofi Annan

Servizi

L’offerta di servizi Integrate nasce da una perfetta osmosi tra competenze di analisi ESG e sviluppo di tecnologie innovative per l’ottimizzazione dell’analisi dei dati:


Database ESG
Il database ESG si compone di dati pubblicati da società italiane ed estere nei propri bilanci di sostenibilità.
Rating ESG
Il rating ESG elaborato ha come scopo la misurazione dei fattori ESG contenuti nell’informativa non finanziaria delle società.
Green bond rating
Svolgono un ruolo chiave nel finanziare gli investimenti necessari per raggiungere sia gli obiettivi dell'UE per il clima e l'energia 2030 sia di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
ESG screening
Fornisce un supporto a fondi ed intermediari nell’identificazione e selezione di società sulla base dei fattori ESG mediante parametri di sostenibilità definiti dagli investitori.
ESG research
Siamo impegnati nel fare emergere il valore della sostenibilità e biodiversità delle filiere produttive alla base del nostro sistema industriale.
Controversial / Reputational score
Risultanza di una metrica di analisi e misurazione delle controversie e del rischio reputazionale basato su tecnologie proprietarie di big data analytics.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.


Antoine Lavoisier

 

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Servizi

DATABASE ESG

Il database ESG si compone di dati pubblicati da società italiane ed estere nei propri bilanci di sostenibilità. I dati sono sottoposti a normalizzazione e suddivisi in cluster per facilitare l’analisi e il benchmarking.

L’approccio adottato, in linea con gli standard GRI, permette di estrarre e classificare le informazioni grazie all’utilizzo di tecnologie di analisi semantica e business intelligence.

Il database ESG di Integrate è alla base dell’algoritmo di calcolo del rating ESG e delle attività di ricerca tematica su specifici settori industriali. 





RATING ESG

Il rating ESG elaborato ha come scopo la misurazione dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance) contenuti nell’informativa non finanziaria delle società. L’utilizzo di algoritmi basati su indicatori e parametri di sostenibilità consente ad Integrate di fornire al cliente una metrica trasparente, oggettiva e standardizzata delle informazioni pubblicate dagli emittenti.

Gli strumenti di calcolo sono automatizzati su piattaforme IT che utilizzano sistemi cognitivi per l’analisi dei dati in grado di estrarre, correlare dati numerici, concetti ed elementi di analisi testuale. I nostri modelli sono in grado di valorizzare i dati acquisiti e, con ristretti tempi di analisi, elaborare un elevato numero di informazioni mediante l’utilizzo di database relazionali. L’attività è completata dal giudizio dell’analista che, grazie all’expertise acquisito nel settore di riferimento, integra e convalida l’analisi elaborata.

Rating ESG table





GREEN BOND RATING

I green bond svolgono un ruolo chiave nel finanziare gli investimenti necessari per raggiungere sia gli obiettivi dell'UE per il clima e l'energia 2030 sia di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
I green bond sono obbligazioni che si differenziano dalle altre tipologie di emissioni obbligazionarie per l’impegno dell’emittente ad utilizzare esclusivamente i fondi raccolti per finanziare o rifinanziare progetti e attività di tipo «green». Soltanto i progetti in grado di fornire chiari benefici ecologicamente sostenibili possono essere definiti di tipo «green».

In Europa i proventi dei green bond sono prevalentemente utilizzati per finanziare progetti nell'ambito delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, nella mobilità a basse emissioni di carbonio e nelle infrastrutture, nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, nella tutela della biodiversità, agricoltura e silvicoltura.

Come enfatizzato dai Green Bond Principles, la trasparenza, l'accuratezza e l'integrità delle informazioni divulgate e comunicate dagli emittenti sono elementi essenziali di un corretto processo di emissione.
In tale contesto, Integrate offre un’analisi esterna e indipendente dei progetti finanziati dai green bonds, delle caratteristiche green degli strumenti emessi e delle pratiche di sostenibilità delle società emittenti.

I servizi includono:
  • l’assistenza all’emittente per la verifica dell'allineamento con il framework ICMA e con le linee guida dei Green Bond Principles
  • l’identificazione ed l’analisi dei KPI per il monitoraggio dei progetti finanziati
  • la valutazione del rating ESG dell'emittente





ESG SCREENING

L’integrazione dei fattori ESG nelle scelte di investimento tradizionali genera valore aggiunto di lungo termine.

L’attività di ESG screening fornisce un supporto a fondi ed intermediari nell’identificazione e selezione di società sulla base dei fattori ESG mediante parametri di sostenibilità definiti dagli investitori.

Tale servizio permette agli investitori di mantenere una diversificazione tradizionale del rischio di portafoglio escludendo società soggette a scandali reputazionali o esposte ad altri rischi specifici.

I rating e la metrica di calcolo ESG elaborati da Integrate supportano gli investitori professionali nell’implementazione di strategie di tipo ESG smart beta per la costruzione di portafogli diversificati, con un profilo di rischio mirato (alta qualità degli utili e minore volatilità) e forti credenziali ESG.





ESG RESEARCH

Siamo impegnati nel fare emergere il valore della sostenibilità e biodiversità delle filiere produttive alla base del nostro sistema industriale.

Grazie alla collaborazione con Associazioni di categoria, enti non profit, centri di ricerca universitaria, svolgiamo attività di ricerca ed analisi dei fattori ESG nelle diverse fasi dei processi produttivi. Effettuiamo analisi settoriali su distretti industriali e analisi di posizionamento competitivo su specifiche tematiche di sostenibilità.





CONTROVERSIAL / REPUTATIONAL SCORE

Lo score è la risultanza di una metrica di analisi e misurazione delle controversie e del rischio reputazionale basato su tecnologie proprietarie di big data analytics. L’esito, completo dell’analisi di rating ESG, grazie all’informativa societaria resa pubblica, consente di :
  • ottenere una panoramica dell'esposizione delle aziende ai rischi ESG
  • identificare le società controverse nel portafoglio di investimento
  • valutare il gap policy-performance dei titoli in portafoglio
  • identificare i fattori chiave che influenzano le prestazioni delle società emittenti
  • identificare le aziende in portafoglio sulla base di criteri di esclusione di settori controversi o secondo un approccio best in class.


















Perchè Integrate?

Indipendenza
Assenza di conflitti di interesse con i propri stakeholder
Made in Italy
Forte focus sul mercato domestico, società quotate e PMI
Innovazione
Utilizzo di tecnologie di Intelligenza Artificiale e di analisi Big Data
Metodologia
Metrica trasparente e standardizzata, improntata alla best practice e agli standard di riferimento internazionale.
Qualità
Database standardizzato di informazioni estratte dalle Dichiarazioni non finanziarie pubblicate dagli emittenti.
Competenze
Professionalità, integrità ed esperienza nell’analisi ESG
Our knowledge can only be finite, while our ignorance must necessarily be infinite.
Karl Popper

Cos'è un Rating ESG?

Il rating ESG è la misurazione delle iniziative aziendali intraprese per la gestione dei fattori Ambientali, Sociali e di Governance nello svolgimento del proprio business.

I criteri ESG si basano sull’adesione da parte delle aziende ai criteri Global Compact delle Nazioni Unite, della Convezione Internazionale sui Diritti Umani, sulle regole del lavoro, sul rispetto per l’ambiente e sulla lotta alla corruzione.
Tale misurazione adotta un approccio di posizionamento relativo e non assoluto, fornendo una valutazione di quanto integrate siano le pratiche di sostenibilità nella strategia aziendale complessiva.
Per molti investitori è cruciale saper riconoscere e valutare l’impatto ambientale e sociale di una determinata società e quanto ciò corrisponda ai propri principi di investimento responsabile.

Cosa non è un Rating ESG?

  • Il rating ESG NON è una stima di possibili eventi futuri, ma rappresenta una fotografia delle misure adottate ad una determinata data
  • Il rating ESG NON misura soltanto l’impatto ecologico o ambientale di una attività d’impresa
  • Il rating ESG NON è indipendente dal settore in cui la società opera: anche emittenti che operano in settori controversi e più esposti a determinati rischi, se hanno integrato pratiche virtuose possono ottenere risultati estremante positivi in termini di posizionamento relativi alla rispettiva industry.
  • Il rating ESG NON è solo uno screening di casi aziendali controversi, bensì l’analisi a tutto tondo dell’impegno di una determinata società nelle pratiche di sostenibilità aziendale.
Being sustainable means that companies actively pursue goals such as responsible use of natural resources both in their own operations and the operations of their respective clients, as well as respecting social rights in their markets of operation and those markets where their products and services are in use and being accountable to providers of equity and debt capital (EFFAS).

Innovazione

Nel proprio DNA Integrate ha una forte vocazione e componente innovativa perché sfrutta l’intelligenza artificiale con un approccio di tipo step forward: investimenti, acquisizione di dati e competenze sono orientati allo sviluppo interno di soluzioni di frontiera nell’analisi dei dati ESG.


La componente innovativa è espressione di un modello di business e organizzativo improntato sulla capacità di condurre processi decisionali-esecutivi efficienti contando su una notevole agilità operativa.

Il software sviluppato internamente ha una logica di funzionamento di tipo «AI» che, rispetto al software tradizionale basato sulla codifica della conoscenza nel proprio funzionamento, ha alla base l’autoapprendimento e, come output, l’elaborazione di un modello (il database ESG e l’algoritmo di rating). Il modello di software si presenta, quindi, più flessibile ed efficiente di altri sistemi in quanto adotta tecniche cognitive in grado di facilitare il lavoro umano di analisi attraverso processi di identificazione di anomalie, associazioni semantiche, segmentazioni, personalizzazioni.
Time is really the only capital that any human being has, and the only thing he can’t afford to lose.
Thomas Edison

News

Più di due secoli per colmare il gender gap nel mondo?
01/06/2018
Start up in primo piano: Rossella Sobrero intervista Integrate
28/06/2018
La rinnovata missione della Finanza Sostenibile
29/07/2018
Integrate incontra il Salone della CSR e dell'innovazione sociale
24/09/2018
La finanza sostenibile, rotta della sostenibilità al Salone della CSR e dell'innovazione sociale 2018
04/10/2018
Quando mezzo grado conta. Nuovo rapporto sul clima diffuso dall' IPCC delle Nazioni Unite.
10/10/2018
Integrate, ESG advisor, per il lancio del primo Pir sostenibile in Italia
10/12/2018
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Più di due secoli per colmare il gender gap nel mondo?

01/06/2018

Più di due secoli per colmare il gender gap nel mondo?

Il report Global Gender Gap 2017 pubblicato dal World Economic Forum (WEF) ha evidenziato un panorama allarmante per quanto attiene il divario di genere nel mondo del lavoro soprattutto per quello che riguarda il rapporto di retribuzione tra donne e uomini. Nonostante dal mondo accademico sempre più donne risultano qualificate e risultano aver raggiunto un alto livello di istruzione, l’industria sembra non essere pronta ad assumerle o una volta assunte a promuovere una loro crescita professionale e personale. L’analisi di 144 paesi ha mostrato un divario di genere in aumento: all’attuale tasso di progresso si stima che saranno necessari 217 anni per colmarlo. Davanti al nord America, l’Europa occidentale registra un gender gap pari al 25 %, mentre l’Europa orientale e l’Asia centrale riportano valori vicino al 29%. Sotto una prospettiva più europea lo studio di Integrate, basato sulle dichiarazioni non finanziarie 2016 di circa 100 società industriali e 43 società provenienti dal settore bancario e assicurativo, evidenzia una mediana del rapporto tra il salario minimo e massimo tra uomini e donne un valore che si attesta al 94%. Parallelamente, il valore si abbassa quando ci si riferisce al settore bancario, aggirandosi intorno al 89%. Coscienti di questi dati, diversi paesi europei e non stanno cercando di colmare questo gap attraverso politiche pubbliche ad hoc. Classificata tra i migliori paesi in tema di genere dal WEF, l’Islanda è il primo paese a rendere illegale pagare di più un uomo rispetto ad una donna. L’Islanda che conta una popolazione di poco più di 323 mila persone mira ad eliminare il divario salariale presente entro il 2020. Contribuire ad accelerare l’inclusione di genere è diventato obiettivo di governi e di molte aziende virtuose che attraverso strategie di responsabilità sociale di impresa promuovono i principi di CSR declinandoli al tema di genere. Laddove l’impresa è sostenibile, si genera un ambiente capace di valorizzare la componente femminile e diminuire notevolmente discriminazioni di carriera e di ruolo in azienda. Diverse ricerche dimostrano che le donne per riuscire a raggiungere posizioni apicali devono raggiungere un vero e proprio percorso ad ostacoli, per non parlare poi della loro presenza nei consigli di amministrazione: solo il 9% dei CEO in tutto il mondo sono donne. Abituati ad un pensiero lineare dell’evoluzione, si sta vivendo ora un momento in cui i cambiamenti sono esponenziali, ‘disruptive’ direbbero alcuni. Il modello culturale specificamente connesso al gender, al contrario, risulta però essere più lento e graduale. Tuttavia, affinché questo processo acceleri bisogna lavorare su più fronti: economico, politico, lavorativo e sociale dove tutti gli attori diventano protagonisti di questo cambiamento, uomini inclusi.



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Start up in primo piano: Rossella Sobrero intervista Integrate

28/06/2018

Start up in primo piano: Rossella Sobrero intervista Integrate

tratto da "CSR e dintorni. Un blog di Rossella Sobrero"

 

L’ospite di questa settimana del mio blog è Andrea Cincinnati,Co-Founder e CEO di Integrate, una realtà nata a Milano nel novembre 2017.

 

R: Ciao Andrea e benvenuto sul mio blog. Da chi è nata l’idea di creare Integrate?

A: Ciao Rossella, l’idea di Integrate nasce da un mio interesse personale per l’etica e la sostenibilità maturato nel corso degli ultimi anni delmiopercorso professionale e dal coinvolgimento degli altri soci fondatori che pur avendo competenze diverse hanno subito creduto nell’iniziativa investendoci tempo e risorse con entusiasmo. Il connubio tra analisi di sostenibilità e tecnologie informatiche di analisi big data ci hanno poi consentito di acquisire lo status di start up innovativa.

 

R: Cosa è un rating ESG? Sul vostro sito vi definite l’unica realtà italiana attiva nel rating di sostenibilità: ci spieghi meglio?

A: Un rating ESG vuole essere un metodo di misurazione della capacità di un’impresa di gestire i fattori ambientali, sociali e di governance nello svolgimento del proprio business. Questi tre fattori vanno visti in un’ottica integrata e non soltanto separata. Il rating oltre ad esprimere un giudizio, restituisce all’azienda indicazioni utili sul proprio posizionamento competitivo rispetto ad altre imprese comparabili. Va quindi letto non come un mero giudizio a sé stante, bensì come uno strumento per potersi misurare rispetto agli altri e possibilmente incentivare le aziende a raggiungere le migliori pratiche di mercato in tema di sostenibilità.

Siamo l’unica realtà italiana poiché al momento siamo gli unici a porci in competizione con grandi operatori internazionali che operano in Italia, sfruttando le proprie dimensioni globali e economie di scala. Pensiamo tuttavia rispetto a loro di avere un vantaggio competitivo in termini di conoscenza del mercato italiano e del modo di fare impresa in questo paese. Ulteriore differenza rispetto ad altre agenzie di rating internazionali consiste nella nostra scelta di voler misurare l’informativa non finanziaria approvata dai board e resa pubblica dalle società nelle Dichiarazioni Non Finanziarie o nei bilanci di sostenibilità e talvolta nei bilanci integrati. In tal modo riduciamo gli oneri di tempi e risorse dedicati dall’azienda che si sottopone al rating di sostenibilità, agevolando così il processo in maniera efficiente e del tutto trasparente.

 

R: Come è composto il vostro team?

A: Il nostro gruppo è composto da 12 persone incluso il sottoscritto. Il cuore dell’attività è condotto dal team di analisti ESG tutti dotati di un solido percorso di studi in tema di sostenibilità. Abbiamo laureati in Bocconi, Ca’Foscari, Università di Trieste, Cattolica, tutti con esperienze eterogenee all’estero, ma accomunati dalla passione condivisa per l’analisi delle pratiche di sostenibilità. Mi preme sottolineare che la quasi totalità di collaboratori di Integrate proviene dalla rete dei CSR Nativesche ritengo essere una preziosa realtà a cui rivolgersi da parte di tutti coloro che sono alla ricerca di professionalità in tema di sostenibilità. Grazie al network coordinato da Koinètica, siamo riusciti a inserire in organico in maniera molto efficiente giovani con professionalità e competenze di assoluto valore e di questo ne siamo fieri. Per realtà innovative come la nostra, avere un team giovane, appassionato di sostenibilità con stimoli importanti è assolutamente vitale e ci aiuta a fare meglio il nostro lavoro e a crescere nella ricerca. A proposito di innovazione, completano la struttura tre informatici coordinati da un socio esperto in tecnologia di analisi semantica, analisi big data e intelligenza artificiale. Alcuni dei modelli di analisi che stiamo sviluppando incorporano questo tipo di tecnologia.

 

R: Anche nel mondo degli investimenti la sostenibilità è sempre più importante. Come vedi il futuro della finanzasostenibile e quali sono i vostri programmi?

A: Vedo un futuro estremamente positivo per tutto ciò che riguarda la finanza sostenibile tesa a perseguire iSustainableDevelopment Goals delle Nazioni Unite. In questo siamo agli inizi ma alle porte di un cambiamento radicaleper il futuro.

Un report della Commissione per il Business e lo Sviluppo Sostenibile ha stimato che il perseguimento degli obiettivi degli SDG sarebbe in grado di favorire 12 trilioni di dollari di nuove opportunità di business e 380 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030. E’ ormai chiaro come gli investitori e gli operatori della finanza sostenibile possano giocare un ruolo cruciale nel canalizzare capitali privati verso progetti di investimento allineati con i principi SDG delle UN a beneficio dell’economia reale.La stessa iniziativa PRI delle UN ha incluso gli SDGs nei propri obiettivi dei prossimi 10 anni al fine di convogliare i flussi di investimento degli investitori responsabili verso strumenti di finanza in grado di contribuire al benessere di tutti. Ulteriori iniziative sono previste per includere gli SDG nel PRI Reporting Framework degli investimenti responsabili.

Non solo l’approccio comportamentale di tutti noi consumatori e risparmiatori, ma anche quello dei grandi e piccoli investitori è destinato a mutare e sta cambiando sotto i nostri stessi occhi. Questo cambiamento è finalmente favorito anche dal mutato atteggiamento del legislatore europeo che con l’approvazione dell’Action Plan sulla finanza sostenibile nello scorso marzo, ha deciso di prendere iniziative concrete con una serrata agenda da qui al 2019.

Con questa entrata in campo molte cose saranno destinate a cambiare e a prendere impulso, e sto pensando in particolar modo a iniziative che il legislatore avvierà suimpianti regolamentariestremamente importanti quali la MIFID 2 e la IDD che saranno emendate per garantire che le preferenze in materia di sostenibilità siano tenute in considerazione nella valutazione dell’adeguatezza sulle decisioni di investimento.

L’Esecutivo UE valuterà inoltre la possibilità di adottare requisiti patrimoniali che riflettano il rischio delle attività sostenibili detenute da banche e imprese di assicurazione con conseguenti impatti legislativi sulle Direttive Europee in tema di capital requirements.Non sono poi da escludere misure di agevolazione fiscale per investimenti di tipo sostenibile.

Se si vogliono centrare gli obiettivi degli Accordi di Parigi 2030 occorre ingaggiare la finanza sostenibile come leva principale per trasmettere a cittadini e imprese del mondo reale un nuovo modo di fare impresa, più attento all’ambiente e basato su un modello di sviluppo condiviso.

Questo la UE lo ha ben compreso e lo ha messo nei propri piani futuri.



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La rinnovata missione della Finanza Sostenibile

29/07/2018

La rinnovata missione della Finanza Sostenibile

Siamo di fronte ad una nuova era: se prima il mercato della finanza sostenibile era considerato unicamentedi nicchia per gli investitori responsabili, oggi sta vivendo una fase di espansione e accelerazione.

Per “finanza sostenibile” si intende generalmente il processo di tenere in debita considerazione, nell’adozione di decisioni di investimento, i fattori ambientali e sociali, per ottenere maggiori investimenti in attività sostenibili e di più lungo termine.

In linea con questa definizione l’obiettivo si presenta chiaro e ambizioso: sono necessari circa 180 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno per raggiungere gli obiettivi concordati dell’Agenda di Parigi 2030, “per finanziare la transizione verso un modello di low carbon economy e di sviluppo maggiormente inclusivo”.

Questo accordo che impegna a livello globale paesi e popoli ha dato vita a numerose iniziative che sono state intraprese da diversi attori finanziari per modificare e trasformare il proprio modello di business. Il messaggio, infatti, è stato colto non solo dalle imprese ma soprattutto da organi politici e banche centrali. Proprio di recente, il governatore della Bank of England, Mark Carney, ha chiesto che il sistema finanziario si adegui rapidamente, in modo fluido ed efficace alle esigenze sociali e in particolare ai problemi legati al cambiamento climatico. O ancora, la Banque de France, cha ha appena annunciato una “carta degli investimenti responsabili”, ha dichiarato di impegnarsi attivamente per penalizzare investitori che hanno portafogli investiti in aziende che “danneggiano il clima (cd attività brune)”.

In linea con questi obiettivi, la Commissione Europea, a partire dalle raccomandazioni del Gruppo di Esperti (HLEG) ha approvato un Action Plan per coniugare finanza e sostenibilità. Il Piano di Azione 2018-2019 sarà alla base delle proposte di legge della Commissione Europea a partire dal 2020.

Il Piano che ha come obiettivo primario quello di favorire il ri-orientamento dei flussi di capitali verso investimenti sostenibili, ha deciso di procedere innanzitutto con la pubblicazione di una tassonomia delle attività sostenibili in tema di lotta al cambiamento climatico, rispetto dell’ambiente e delle attività sociali, per poi estendere il suo raggio d’azione ad iniziative che regolamentino in tal senso non solo i prodotti finanziari ma anche i servizi di investimento, andando così a modificare la normativa di riferimento.

Snodo centrale, questo, da cui procedere con iniziative ulteriori: la più vicina a noi BCE ha parallelamente di recentea derito alla Rete per l'ecologizzazione del sistema finanziario (NGFS), che riunisce banche centrali e autorità di vigilanza impegnate nello sviluppo di pratiche comuni di vigilanza e macroprudenziali per far fronte ai rischi ambientali e legati al clima. Più recentemente il presidente della BCE, Mario Draghi, ha inviato una lettera in risposta alle sollecitazioni dei membri del Parlamento Europeo in tema di iniziative prese dall’organismo centrale per la lotta ai rischi climatici. Con tale iniziativa Draghi ha ribadito che la BCE supporta il Piano di Azione della UE e include nel programma di acquisto titoli (Asset Purchase Program) anche l’acquisto dei così definitigreen bond.

Il Governatore ha anche ribadito come siano “attualmente all'esame ulteriori metodi per incorporare i principi ESG nella gestione di altri portafogli di politica monetaria non denominati in euro della BCE” e come altresì, alcune banche centrali dell'Eurosistema stiano esaminando, o hanno già introdotto, come  poc’anzi ricordato, metodi per applicare investimenti responsabili ai loro portafogli di politica non monetaria.

Tali posizioni non sono fatti isolati, ma fanno parte di politiche di investimento etico e sostenibile che sono già adottate da alcuni fondi sovrani come ad esempio il fondo sovrano norvegese (NorgesBankInvestment Management).

L’accelerazione e la trasformazione sono ormai forze in atto che portano la finanza sostenibile fuori dalla sua nicchia di mercato per renderla mainstream ovvero una forza dominante di pubblico dominio ed inevitabile.

Sulla sua scia di queste azioni, ne seguono altre come il caso di Blackrock, il più grande investitore al mondo con i suoi 6 trilioni di dollari in gestione, il cui CEO ha appena annunciato di voler ritirare tutti gli investimenti dalle società che non rendicontano su fattori ambientali, sociali e di governance (ESG), diventati sempre più il peso della bilancia in tema di investimenti responsabili.

A queste azioni si uniscono, poi, le iniziative degli attivisti e delle agenzie di proxy voting che non si limitano più a raccogliere dividendi dai propri investimenti, bensì a richiedere risposte sulle strategie aziendali in materia di sostenibilità, sulla posizione etica e responsabile, anche se ciò comporta talvolta la necessità di dover vendere interi rami aziendali o società partecipate da Gruppi industriali. Ultimo fra tutti, il caso di Nordea Asset Management che ha ceduto tutte le azioni detenute in Facebook a seguito dello scandalo su Cambridge Analytica.

I cambiamenti climatici e le questioni etiche hanno di fatto innalzato gli standard morali del capitalismo finanziario.

L’Unione Europea e tutti gli altri attori sopracitatihanno ben compreso il ruolo della finanza nel realizzare il disegno complessivo della sostenibilità nel prossimo decennio: le questioni sociali e ambientali devono pertanto guidare decisioni e progetti economici con l’obiettivo di una pianificazione sociale impegnata.

Una bussola in tale scenario può essere fornita dai Sustainable Development Goals (o SDGs) delle UN. Per ciascuno degli SDGs si possono riscontrare enormi opportunità per la finanza sostenibile.

Le stesse aziende di qualsiasi dimensione o scala possono liberare il valore contenuto in ogni SDG e cambiare il corso della loro crescita e il futuro del nostro mondo. Un modo fondamentale in cui le aziende influenzano il cambiamento è lavorare insieme per affrontare problemi su larga scala che richiedono capacità diverse. In tal senso la finanza sostenibile deve fare da volano all’economia reale, così come nel progetto declinato dalla UE per il prossimo biennio.

Nel quadro descritto anche il mondo accademico non può essere da meno. Esso ha una grossa responsabilità: quella di formare i dirigenti di domani con una rinnovata consapevolezza circa gli impatti economici e socialidelle loro strategie d’impresa sulle comunità.

La finanza deve continuare ad essere connessa all’economia reale e al perseguimento di obiettivi di benessere diffuso. Il mondo accademico in questo ha il potere di trasformare gli eventi nel ridefinire la sua missione sociale, rispondendo al Piano d’Azione UE mediante corsi che rispondono alle esigenze delle imprese ma soprattutto della collettività.



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Integrate incontra il Salone della CSR e dell'innovazione sociale

24/09/2018

Integrate incontra il Salone della CSR e dell'innovazione sociale

Quando si dice ottobre, si dice inevitabilmente Salone della CSR e dell'innovazione sociale. Si tratta dell'evento più importante in Italia inerente le tematiche legate alla sostenibilità e ai suoi sviluppi più recenti.

 

Nella splendida cornice della sede dell'Università Bocconi il 2 e 3 ottobre prenderanno vita seminari, workshop e presentazioni di libri per un totale di 54 eventi. Le rotte della sostenibilità di quest'anno ci guideranno alla scoperta e all'approfondimento di temi quali l'innovazione sociale, la diversità di genere, l'inclusione, l'economia circolare, i processi e le filiere sostenibili.

 

'Last but not least' gli eventi dedicati alla sostenibilità tratteranno sotto vari aspetti il tema sempre più rilevante della 'Finanza sostenibile'.

 

Integrate, quale agenzia di rating della sostenibilità, sarà tra le organizzazioni partecipanti al CSRIS18. Il suo contributo sarà presente in 4 eventi distinti:

- Economia reale e finanza sostenibile, una collaborazione strategica. 2 ottobre alle ore 11

- Finanza sostenibile: 5 esperienze in un'ora. 2 ottobre alle ore 14

- Future IS Social Innovation. 3 ottobre alle ore 16

- La mappa della sostenibilità. 3 ottobre alle ore 17

 

 

 



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La finanza sostenibile, rotta della sostenibilità al Salone della CSR e dell'innovazione sociale 2018

04/10/2018

La finanza sostenibile, rotta della sostenibilità al Salone della CSR e dell'innovazione sociale 2018

Nel mare della sostenibilità c’è solo da perdersi. Per fortuna interviene il Salone della CSR e dell’innovazione sociale a mettere un po’ di chiarezza. Una due giorni tutta all’insegna della sostenibilità e di tutte le tematiche avvertite dalla società come più urgenti. Il #CSRIS18 è comunicazione, contaminazione di idee e incontro tra realtà diverse. I temi trattati seguono sei filoni ben precisi: Innovation & Change, Diversity & Inclusion, Circular economy, Smart community e Smart city, Finanza responsabile, Processi e filiere sostenibili. A fare da regina è però il tema della finanza sostenibile. Proprio nell’ultimo anno si è sentito parlare sempre di più di questo tema e dell’esigenza di connetterlo all’economia reale, alle persone. Alla luce del DLgs. 254 del 30 dicembre 2016 e del più recente Action Plan dell’Unione Europea il mondo finanziario è diventato un player fondamentale nella transizione verso un’economia più sostenibile.

 

Integrate presente al #CSRIS18 in qualità di organizzazione ‘protagonista’ del Salone ha partecipato a due incontri. Il primo moderato da  Andrea Di Turi, giornalista e blogger, ha visto partecipi Francesco Bicciato, segretario generale del Forum per la finanza sostenibile, Massimo Levrino, CFO del Gruppo Iren, Lorenzo Randazzo, Institutional Sales Manager di Axa IM, Isabel Reuss, Direttore senior Portfoglio Manager EU Equities, Chiara Ricci, ESG Analyst per Integrate e Marina Sabinina, Sustainable Office di Saipem.  Il secondo moderato da Elena Bonanni, caporedattore di EticaNews ha consegnato la parola a Andrea Cincinnati Cini. Co-Founder & CEO di Integrate, Francesca Colombo, Responsabile Analisi e Ricerca di Etica Sgr, Andrea Maggiani, Managing Directo di Carbonsinkn e Aldo Soldi, Direttore generale di Coopfond.

 

Il messaggio che riceviamo da queste due giornate è chiaro: l’Accordo di Parigi del 2016 prima e  l’Agenda 2030 del Nazioni Unite poi hanno stabilito dei chiari obiettivi a cui le aziende non possono non guardare quando decidono la loro strategia di business. Il loro modello deve essere sostenibile in termini ambientali, sociali e di governance, la loro rendicontazione chiara e completa e la loro visione… di lungo periodo.



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Quando mezzo grado conta. Nuovo rapporto sul clima diffuso dall' IPCC delle Nazioni Unite.

10/10/2018

Quando mezzo grado conta. Nuovo rapporto sul clima diffuso dall' IPCC delle Nazioni Unite.

L’8 ottobre 2018 è stato presentato dal Panel Intergovernamentale sui Cambiamenti climatici (IPCC) il Report speciale sul riscaldamento globale. I dati presentati qualche giorno fa nella repubblica coreana sono allarmanti. Fermare il riscaldamento globale è diventato un imperativo, attestarlo a +1.5֯ un atto dovuto. L’obiettivo posto dall’Accordo di Parigi nel 2016 che prevede un aumento delle temperature globali medie a 2֯ C non è sostenibile perché comporterebbe rischi economici e sociali non indifferenti a causa della maggiore esposizione a situazione meteo estreme, maggiore siccità e innalzamento del livello del mare.

La comunità scientifica esige una risposta immediata. L’uso del suolo, la produzione di energia, l’industria, le infrastrutture, i trasporti e le città devono cambiare il loro paradigma. Pensare a logiche di efficientamento energetico e di riduzione delle emissioni di CO2 prodotta deve diventare automatico. Il cambiamento climatico sta accadendo e l’unica cosa che possiamo fare è limitarne le conseguenze sulla salute, sulla crescita economica, sulla disponibilità di risorse idriche e sulla vita.

Quello che si evince è una profonda distanza tra scienza e politica. Nonostante la consistenza delle informazioni comunicate, molti Stati scelgono ancora di adottare politiche aggressive quali il gas fracking e lo sfruttamento del suolo per la ricerca di carbone. In questo contesto, strategie di investimento ESG e  di riorientamento dei flussi di capitale verso investimenti sostenibili diventano più che mai fondamentali nella sfida al cambiamento climatico.



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Integrate, ESG advisor, per il lancio del primo Pir sostenibile in Italia

10/12/2018

Integrate, ESG advisor, per il lancio del primo Pir sostenibile in Italia

INTEGRATE nel ruolo di ESG Advisors per HDI Assicurazioni ha collaborato al lancio del primo PIR sostenibile in Italia, Easy PIR. Ne fanno parte un campione di PMI orientate alla sostenibilità nel medio e lungo periodo. Uno strumento di sicuro interesse che fornisce nuove opportunità di valorizzazione del capitale di imprese italiane a media-bassa capitalizzazione.



Team

Il team di Integrate mette a disposizione del cliente le sue competenze multidisciplinari per supportarlo nella valutazione a 360° della performance ambientale, sociale e di governance.




Andrea Cincinnati Cini Ombra Andrea Cincinnati Cini
Managing Partner
Giorgio Grappelli Ombra Giorgio Grappelli
Partner
Beppe Cauzzi Ombra Beppe Cauzzi
Business Development
Chiara Ricci Ombra Chiara Ricci
ESG Analyst & Operations
Luca Carbonara Ombra Luca Carbonara
ESG Analyst
Francesco Toffoletto Ombra Francesco Toffoletto
ESG Analyst
Fulvio D’Antonio Ombra Fulvio D’Antonio
IT Supervisor
Daniele Vannella Ombra Daniele Vannella
IT consultant
Valentino Tascione Ombra Valentino Tascione
LCA Consultant

Equity Partner



Società specializzata nell’analisi di big data (data governance e data monetisation) e nell’utilizzo di tecnologie semantiche e di machine learning (cognitive RPA, prevenzione frodi e comportamenti anomali, sviluppo di interfacce intelligenti a supporto dei processi).


Società attiva nell’assistenza per la realizzazione di operazioni di equity/debt issuance, fund raising, leverage buy-out, sviluppo e analisi di business plan. La società ha inoltre un track record di assistenza nei processi di internazionalizzazione delle imprese e in operazioni di project financing (green fields).
It always seems impossible until it’s done.
Nelson Mandela
Andrea Cincinnati Cini
Andrea Cincinnati Cini
Managing Partner
Esperto di validazione e back-testing di modelli di rating creditizio. Senior Advisor per la Sustainability Practice di una big four. Ha sviluppato nei recenti anni solide competenze di analisi ESG, ideando e sviluppando una metrica di rating ESG per l’integrazione dell’analisi ESG nei processi di investimento tradizionali. Esperienza ventennale in corporate finance, nei modelli di risk management e nella vigilanza regolamentare sui mercati finanziari.
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Giorgio Grappelli
Giorgio Grappelli
Partner
Esperto in soluzioni di tipo Business Analytics e tecnologie di Intelligenza Artificiale tra cui il machine learning. Esperienza pluriennale in progetti nazionali ed internazionali di business IT consulting e project management. Esperienze precedenti in business development presso IBM. CEO del partner Live Tech.
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Beppe Cauzzi
Beppe Cauzzi
Business Development
Dottore commercialista e revisore contabile, esperienza ventennale nella finanza d’impresa (ECM, Acquisition Finance). Precedenti esperienze come Fund Manager Director di fondi Private Equity e Audit Manager in una big-four. Ha svolto attività di advisory e origination occupandosi inoltre di Start-up, Social Impact Investments e Bilanci di sostenibilità.
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Chiara Ricci
Chiara Ricci
ESG Analyst & Operations
Laurea in Scienze Politiche e dell’Amministrazione presso l’Università di Trieste. Membro dal 2015 di Animaimpresa, ha sviluppato competenze di analisi ESG e consulenza strategica su pratiche di sostenibilità. Esperienza in assistenza nella redazione di report di sostenibilità.
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Luca Carbonara
Luca Carbonara
ESG Analyst
Laurea triennale in Economia e Management all\'Università LUISS di Roma. Laureando in Green Management and Sustainability presso l'Università Bocconi. Esperienza in ESG Risk Metrics applicate al settore finanziario.
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Francesco Toffoletto
Francesco Toffoletto
ESG Analyst
Laurea in Economia e gestione delle aziende presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Esperienza di ricerca in strategia di impresa e sostenibilità con focus sulle B Corporation.
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Fulvio D’Antonio
Fulvio D’Antonio
IT Supervisor
Esperto di data analytics in ambito Natural Language Processing. Forti competenze in tecniche di estrazione e analisi di dati da fonti eterogenee ed elaborazione del linguaggio naturale, nello sviluppo di applicazioni web-oriented con approccio MDA (Model Driven Architecture). Ricercatore Universitario con precedenti esperienze in progetti di ricerca del CNR.
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Daniele Vannella
Daniele Vannella
IT consultant
Laurea in Scienze Informatiche e Phd in Informatica, Machine learning, NLP, Big data Analytics presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Data Scientist Manager in Livetech srl. Supporta e coordina le attività per lo sviluppo di algoritmi innovativi per l’analisi semantica dei dati e per strumenti di analisi di tipo Business Intelligence.
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Valentino Tascione
Valentino Tascione
LCA Consultant

Laurea in Ecologia Industriale e PhD in Innovation, Accounting, Environment and Finance. Competenze in approcci Life Cycle Thinking e produzione eco-sostenibile. Esperienza come Ricercatore universitario e docente.

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Network

If someday they say of me that in my work I have contributed something to the welfare and happiness of my fellow man, I shall be satisfied.
George Westinghouse

Contatti

INTEGRATE srl

Sede legale: Via Tintoretto, 5
20145 Milano

Sede operativa: Via Ripamonti, 89
20125 Milano

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